I PESTICIDI AUMENTANO FINO ALL’80% IL RISCHIO DI CONTRARRE IL MORBO DI PARKINSON.

Dopo la malattia di Alzheimer, la malattia di Parkinson è il disordine neurodegenerativo più diffuso.PESTICIDI Nei risultati dei diversi studi sono riportate discrepanze in termini di incidenza, sintomi e riposta ai trattamenti, dovute alla variabilità di fattori come i criteri clinici adottati, alle modalità di arruolamento dei casi (popolazione, medici di base, casistiche ospedaliere) e alla struttura della popolazione di riferimento (per fasce d’età e sesso). La malattia è più comune oltre i 60 anni, ma l’età di insorgenza negli anni recenti si è progressivamente abbassata; oggi un paziente su 10 ha meno di 40 anni e uno su 4 ha meno di 50 anni. La correlazione tra morbo di Parkinson e pesticidi è stata posta in luce   Continua a leggere

EPIGENETICA PER RIDURRE IL RISCHIO DI TUMORI

L’epigenetica (dal greco επί, epì = “sopra” e γεννετικός, gennetikòs = “relativo all’eredità familiare”) si riferisce a quei cambiamenti che influenzano il fenotipo senza alterare il genotipo (la costituzione genetica di un individuo o di un organismo vivente) ed è una branca della genetica che descrive tutte quelle modificazioni ereditabili che variano l’espressione genica pur non alterando la sequenza del DNA. Con il termine fenotipo (dal greco phainein, che significa “apparire”, e týpos, che significa “impronta”) si intende l’insieme di tutte le caratteristiche osservabili di un organismo vivente, quindi la sua morfologia, il suo sviluppo, le sue proprietà biochimiche e fisiologiche comprensive del comportamento. (Wikipedia)

epigenetica

Secondo Francesco Balsano, direttore dell’Istituto di Clinica Medica dell’Università Sapienza di Roma in occasione del Convegno organizzato il 17 maggio 2013 dalla Fondazione Balsano presso l’Accademia dei Lincei “L’epigenetica  consente di controllare sempre meglio il genoma umano. Bisogna pensare al Dna come un libro di 3 miliardi di parole in cui le lettere sono tutte l’una attaccate all’altra: l’epigenetica  fornisce la punteggiatura e  aiuta a capire come funziona, perché alcuni interruttori - cioè i geni – si accendono o si spengono in modo anomalo e possono generare gravi patologie come i tumori, ma anche gravi malattie degenerative come il Parkinson, l’Alzheimer o l’autismo. L’ambiente in cui viviamo fornisce l’occasione scatenante che può alterare le proprietà delle cellule: esposizione ad agenti inquinanti, assunzione di farmaci, ma anche l’infiammazione, l’alimentazione e stili di vita sbagliati come lo stress, il fumo, le droghe o l’alcool. È una eredità lieve, ma che si trasmette nell’uomo sino alla terza/quarta generazione. In particolare piccole molecole come i gruppi di metile possono inserirsi nel Dna senza modificare la sequenza, ma determinando alterazioni importanti dei tessuti (come la moltiplicazione abnorme di cellule nei tumori). Tra i grandi sospettati troviamo anche gli integratori, e l’elenco è destinato ad allungarsi. Dalla ricerca stanno arrivando indicazioni straordinarie per tenere sotto controllo l’impatto del quotidiano sul genoma e reimpostare il nostro stile di vita: in prospettiva potremo contare quindi su un incremento dell’aspettativa di vita e soprattutto della qualità della vita. L’epigenetica potrà ridurre del 70% il numero dei tumori in Italia.».

Fonte:http://www.corrierenazionale.it/qui-speciali/salute/2013/05/17/news

LA MEDITAZIONE ATTIVA I GENI CHE PROMUOVONO LO STATO DI SALUTE

Ci sentiamo un po’ giù? Dedicare alcuni minuti al giorno al rilassamento o alla meditazione può aumentare l’attività dei geni coinvolti in diversi processi benefici per la salute.meditazioneStudi precedenti avevano già evidenziato un cambiamento nell’attività cerebrale durante l’esercizio di queste pratiche ma un nuovo studio per la prima volta dimostra come si modifica anche l’attività dei geni quando si praticano yoga, meditazione e preghiera. Continua a leggere