IL DIRITTO DI SCELTA PER LA SALUTE – Per un’iniziativa di salvaguardia democratica della cura di sé

Gli eventi di cronaca degli ultimi mesi hanno fatto emergere alcuni elementi preoccupanti per la nostra salute, ma soprattutto per la libertà civile. Quello che voglio sottolineare qui non ha nulla che fare con certe guerre di religione contro una medicina che invece si erge sulla scientificità dei propri metodi e neppure di difendere ad oltranza pratiche “umanistiche” anch’esse oscillanti fra richiami a spiritualismi o scienze i cui criteri divergono dalle posizioni istituzionali. Mi guardo bene da accusare l’una e l’altra parte di affiliazione a logiche economiche, come se esistesse un pulpito dal quale qualcuno possa dirsi globalmente puro.

Quello che mi preme tutelare è piuttosto una questione di diritto che investe tanto il cliente che il professionista. Un diritto che chiamo libertà di scegliere la propria idea di salute e i metodi che meglio si ritiene opportuni per perseguirla. Non solo. È non meno importante il diritto del professionista, intendo prima di tutto il medico, di esercitare i criteri terapeutici e diagnostici che meglio ritiene vicini al proprio sentire, previo indicarli correttamente ai propri clienti in modo che questi possano essere consapevoli di quanto viene proposto loro. Questo vale tanto per il medico che adotta l’omeopatia, quanto per quello che mette in atto protocolli dettati dall’istituzione sanitaria.

Mi rendo conto che il diavolo, come sempre, sta nei dettagli e che non è possibile chiudere sbrigativamente qui la questione. Tuttavia, quello che è importante è che, all’alba del nuovo millennio non si possa prescindere da aspetti tanto fondamentali per il diritto dell’individuo.

Insultando medici e pazienti non si va da nessuna parte

ScharlatanNon è meno grave, infatti, ridurre tutto quello che la medicina consolidata valuta e mette in pratica come un’etica disumana e deleteria come molti fanno di quanto lo sia affermare che milioni di persone che in tutto il mondo utilizzano pratiche complementari a quelle istituzionali, come ad esempio l’omeopatia, siano dei deboli mentali, mossi dalla disperazione a mettersi nelle mani di circonventori di incapaci e approfittatori ignoranti o selvaggi superstiziosi. Continua a leggere