I FARMACI ANTIDEPRESSIVI COME UNA LOBOTOMIA CHIMICA?

Fondamentalmente la psichiatria non è cambiata dai giorni in cui sottoponeva i pazienti che soffrivano di disagio mentale a lobotomie frontali, sostiene lo psicologo Steve Taylor della Leeds Metropolitan University nel Regno Unito, autore di “Back to Sanity: Healing the Madness of Our Minds”. PillolPer decenni le lobotomie sono state una procedura  standardizzata negli Stati Uniti e in Europa, anche se non esistevano prove della loro efficacia, ma, al contrario, provocavano gravi effetti collaterali, tra cui danni al cervello e  suicidio. Se ne definiva l’esito positivo quando il paziente  diventata emotivamente insensibile e docile. Taylor sostiene che queste sono approssimativamente le stesse caratteristiche degli psicofarmaci moderni che espongono le persone a effetti collaterali orribili e rendono inefficace la loro capacità di interagire con il mondo esterno, con  prove scarse a sostegno del loro beneficio effettivo.

LOBOTOMIE CHIMICHE 

Negli Stati Uniti un residente 10  è attualmente in terapia con un farmaco antidepressivo, e una percentuale simile di bambini di età compresa tra 5 e 17 anni con diagnosi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) viene trattata con psicofarmaci. Proprio come le lobotomie, gli antidepressivi provocano una serie di effetti collaterali gravi e ben documentati, tra cui aumento di peso marcato, distacco emotivo, perdita della personalità e aumento del rischio di suicidio. Inoltre, l’assunzione di questi farmaci  è difficile da interrompere, con il 63 per cento dei pazienti che hanno sintomi di astinenza – tra cui disturbi dell’umore che spesso vengono interpretati dai medici come “ricadute”. Inoltre, come per le lobotomie, l’efficacia degli antidepressivi è molto dubbia, ad es. per gli inibitori della ricaptazione della serotonina, la categoria di farmaci più ampiamente prescritta,  è stato dimostrato in numerosi studi di non essere più efficace di un placebo, in particolare per le forme lievi e moderate di depressione che costituiscono la maggior parte delle diagnosi. Infatti, la prova principale per l’efficacia degli SSRI (Inibitori selettivi del reuptake della serotonina) si fonda sulla teoria la teoria che la depressione sia causata da bassi livelli di serotonina nel cervello. Ma l’evidenza a conforto di questa teoria anche in questo caso è scarsa. Secondo lo psichiatra David Healy, l’idea in sé è stata  in gran parte inventata dalle aziende farmaceutiche negli anni ’90, e ora accettata ” di fatto” sia dagli psichiatri che dalla gente comune.

IL MITO DELLO “SQUILIBRIO CHIMICO”

L’ipotesi della “carenza di serotonina” è solo un esempio di un problema molto più grande, Taylor sostiene che  secondo il modello sempre più screditato dello “squilibrio chimico”, la malattia mentale è causata esclusivamente da disturbi cerebrali fisiologici, e come tale è meglio trattarla con farmaci. ”In effetti, l’aver coperto condizioni psicologiche come se fossero problemi di salute, con la conseguente prescrizione massiccia di farmaci psicotropi, ha avuto un effetto molto più dannoso delle lobotomie, perché è molto più diffusa”, scrive Taylor. Ma, come osserva, le condizioni  come la depressione sono manifestamente relative a una vasta gamma di fattori ambientali, compreso ma non limitato al contesto sociale, la frustrazione dei bisogni fondamentali (come il senso di appartenenza o l’autostima), la mancanza di significato o di scopo nella vita, trattamenti sbagliati o di oppressione, modelli di pensiero inutili, la mancanza di contatto con la natura, la mancanza di esercizio fisico e una dieta povera. Questi fattori non possono essere affrontate con i farmaci.

In effetti, uno dei trattamenti più efficaci per la depressione lieve e moderata è in realtà la terapia cognitiva, che insegna alle persone ad impegnarsi in modelli di pensiero sani piuttosto che indulgere in pensieri pessimistici che minano la capacità di far fronte ai problemi della vita.

Taylor sostiene anche che l’ADHD è ampiamente sovra-diagnosticata,  i bambini vengono considerati come neurologicamente squilibrati, mentre in realtà soffrono a causa di rapporti familiari carenti carenti, di mancanza di tempo per il gioco creativo,  mancanza di abitudine alla concentrazione, hanno una cattiva alimentazione e carenza di contatto con la natura. Inoltre, molti bambini irrequieti o impulsivi vengono definiti  ”iperattivi” per aspettative legate all’età inadeguate, in quanto  dovrebbero essere in grado stare seduti tranquilli  in  classe per alcune ore di seguito.

Fonte: http://www.naturalnews.com/055403_psychiatric_drugs_SSRIs_chemical_lobotomy.html#ixzz4LABqgjQs

                                                      traduzione a cura di:        dr.ssa Paola Toscano

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